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“Le Luci di Algeri”, ricordo della mattanza algerina degli anni ’90 |
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“Le Luci di Algeri” Ricordo della mattanza algerina degli anni ’90 Le elezioni sono sempre un modo per accendere le luci su un paese. Ma non sempre è così. Dal 1990, inizio della guerra civile algerina, nessuno ha voluto nè saputo fare il punto su un popolo che prima di allora era rivolto verso il futuro di una decolonizzazione serena e che ha tutto d’un tratto visto il sangue scorrere sulle sue vie e intridere la terra. La morte, da quell’anno, ha seminato le sue colture in ogni dove sul territorio algerino. Cronache di guerra dall’Algeria, nomi, città, cifre, bilanci e solo qualche sporadico commento. Ma nulla di più. L’Algeria è stata lasciata senza pietà al suo destino, senza che nessuno nelle alte sfere internazionali si ponesse il dubbio che un popolo intero era nelle mani della morsa che su di lui stringevano integralismo e esercito. Un massacro che è durato più o meno vent’anni e che in Europa non faceva scandalo. A chi credeva che con l’arrivo di Bouteflika e della sua amnistia la situazione sarebbe migliorata, occorre solo ricordare che la marea delle gole tagliate si è fermata agli occhi dei più, ma è continuata e continua ancora indisturbata in cifre minori ma non meno preoccupanti. C’è chi dice, sottovoce, che da Hassi Meassaoud, da quel 17 luglio 2001 in cui il massacro delle donne, le sevizie, le mutilazioni, gli stupri e le tumulazioni da vive fecero storia, il paese non sia più lo stesso. Ed è vero, nella sostanza. E’ un paese tramortito, che non riesce a processare i colpevoli, che ha paura di parlare e che non vuole ricordare. Pena la morte, fisica e morale. Vige un coprifuoco virtuale in Algeria, che non è fatto di armi ma di silenzio imposto e di occhi chiusi. Oggi che si aprono le urne, nessuno ricorda più o non vuole ricordare i massacri, la violenza e il sangue che da quei corpi ha infettato generazioni intere. Fare luce su quei fatti e ricordare le donne algerine, vittime del massacro indiscriminato dell’integralismo delle atrocità dell’esercito: questo intende raggiungere l’incontro di venerdi 18 Maggio 2012 alla Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati. Organizzato in dal Movimento “E’ Ora” in collaborazione con il Centro Culturale Averroè, “Le Luci di Algeri”, che ripercorre l’omonima e fortunatissima opera teatrale di Gianni Guardigli, è un momento di riflessione e di analisi di quel periodo di scellerata violenza, i cui effetti sono visibili ancora oggi. passi della pièce teatrale omonima di Gianni Guardigli scandiranno le parti più emozionanti dell’evento, assieme ad un video dell’epoca dai tratti toccanti e drammatici.
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Il centro Culiturale Averroè presenta giovedi 22 marzo 2012 presso sala colonne camera dei deputati , il ibro "Le parole dell'estasi" di Abu yazid al bistami , tradotto a cura del Prof. Angelo Iacovella,Sarano presenti esponenti del mondo culturale e Academico.
تمثل "شطحات" أبي يزيد البسطامي ذروة الأدب الصوفي الذي سطره أكبر أعلام التصوف في القرن الثالث الهجري، وها هي تترجَم إلى الإيطالية للمرة الأولى في مبادرة للمعهد الإيطالي للدراسات الفلسفية في مدينة نابولي، وذلك في سلسلة "دراسات ونصوص في الثقافة العربية الإسلامية". ويتضمن الإصدار إلى جانب النصوص الأصلية والترجمة مقدمة غنية لمعد الكتاب أستاذ الدراسات العربية والإسلامية أنجيلو ياكوفيللا، حيث يعرفنا الباحث المتخصص بشخصية وأهمية هذا الصوفي الفارسي الكبير ومساهمته في تطوير صوفية القرون الوسطى. أما نصوص الكتاب فتروي تاريخ الصوفية من خلال 450 من أقوال (شطحات) منسوبة إلى البسطامي، كما أنها تسبر من خلال البحث والتعمق والدقة أغوار ما يصاحب العلاقة الصوفية مع الله من بهجة واضطراب.
سيُعرض الكتاب غدا الخميس في روما بمبادرة لمركز "ابن رشد"، وهو جمعية ترأسها نائبة مجلس النواب الإيطالي مغربية الأصل سعاد السباعي، تسعى لدعم وتشجيع حوار حقيقي بين الشرق والغرب ومن أجل فهم أفضل للثقافة الإسلامية في إيطاليا.
صاحب العمل أنجيلو ياكوفيللا أستاذ اللغة والأدب العربيين في الجامعة الحرة لدراسات التجديد والتنظيم "لوسبيو" في روما، وهو صاحب الفضل في التعريف بالحضارة الإسلامية من خلال دراسات ومنشورات عديدة شملت شخصيات صوفية هامة مثل محيي الدين بن عربي وأبو حامد الغزالي. ويشارك مع ياكوفيللا في أمسية عرض الكتاب أستاذ اللغة والأدب العربيين في جامعة نابولي للدراسات الشرقية بارتولوميو بيرونيه الذي وضع تمهيداً للكتاب، وأستاذ الدراسات الإسلامية في جامعة الدراسات في كالابريا ألبرتو فينتورا، أستاذة الدراسات الجرمانية في جامعة سيينا ودارسة التصوف اليهودي روبرتا أسكاريللي، وأستاذ الفلسفة وأمين المعهد الإيطالي للدراسات الفلسفية في نابولي أنطونيو غارغانو. سيشارك برسائل تحية كل من رئيس المعهد جيراردو ماروتّا ورئيسة مركز ابن رشد النائبة سعاد السباعي.
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Lunedi 20 Febbraio 2012, presso sala colonne Camera dei deputati. il entjro Culturale Averroè ha organizzato la ptresentazione del Secondo Libro di On. Souad Sbai in Titulato °Il sogno infranto°. alla presentazione hanno preso parte molti intelletuali ed esponenti del mondo della politica per discutere un tema crusciale quale : la primaveras araba.
il dibattioto è stato moderato dall' On. Khaled Fouaf Allam.
LIBRO SULLA PRIMAVERA ARABA DI SOUAD SBAI – la recensione di Adnkronos International
“Le rivolte iniziate a piazza Tahrir daranno esiti democratici, su una linea costituzionalista e liberale, oppure sfoceranno in pericolosissime restaurazioni islamiche?”. E’ questo uno dei tanti quesiti sulla primavera araba a cui la parlamentare e scrittrice di origini marocchine, Souad Sbai, cerca di dare delle risposte nel suo ultimo libro dal titolo: “Il sogno Infranto” (Curcio Editore). Quest’ultimo libro della Sbai e’ un percorso raccontato fra sguardi fugaci e visioni d’insieme sul terreno accidentato dell’interpretazione del futuro del nord africa e dell’Europa, nella voce e negli occhi delle sue donne. Una donna, Souad Sbai, che oggi ha un osservatorio privilegiato, ma che rimane sempre in stretto contatto con la realtà di tutti i gironi delle donne che si rivolgono all’Acmid, associazione che tutela le donne marocchine in Italia. Ma anche costituendosi parte civile nei processi di violenza contro le donne e di omicidio d’onore. Il libro propone uno spaccato attuale della situazione socio-politica italiana, europea e internazionale, in relazione alla crisi del multiculturalismo e dei modelli interpretativi adottati fino a oggi. La situazione trasforma velocemente: l’Occidente fa fatica a uscire dalla crisi economica e culturale che lo attanaglia; l’Oriente e’ piu’ che mai sospeso, tra fondamentalismo islamico e sviluppo di un riformismo politico-religioso in grado di inserirlo nei quadri futuri delle relazioni internazionali. Secondo la Sbai “oggi la globalizzazione e il multiculturalismo hanno fallito, perchè, dal punto di vista culturale, ancora legati a schemi che faticano a rinnovarsi; questo aspetto sta chiaramente favorendo la diffusione del ‘totalitarismo verde’, che cresce con velocità e soprattutto con forza anche in Italia. Questa ‘infiltrazione politico-culturale’ sfrutta, in larghissima parte, la crisi dei valori e delle identità culturali che hanno da sempre accompagnato la post-modernità degli occidentali. Le democrazie sono consunte e non riescono a rinnovare il proprio spirito soprattutto perchè, di fronte al fondamentalismo islamico, non hanno saputo fornire una serie di risposte adeguate ed hanno riproposto un multiculturalismo ormai resosi insostenibile a causa della crisi identitaria”. Souad Sbai Il libro si divide in tre parti: la prima dedicala al “fallimento del multiculturalismo”, dove troviamo una riflessione sulle conseguenze del relativismo culturale, rapportata, per quanto possibile, con il fondamentalismo islamico. Nella seconda parte dedicata alla “primavera araba e l’integralismo religioso” si da’ uno sguardo su tutta la situazione internazionale che si è radicalmente modificata con le manifestazioni popolari di Piazza Tahrir e con la guerra di Libia. La terza parte si intitola invece “storie, donne e liberta’”. In questo capitolo l’autrice compie una breve ma intensa corsa fra i racconti delle donne segregate o uccise perchè colpevoli di voler vivere integrate e al passo con la modernità. L’intento è quello di raccontare una serie di storie veramente accadute sul suolo italiano, per testimoniare non solo fatti di indicibile barbarie, ma per mette in luce come la mentalità fondamentalista si stia radicando sul territorio italiano. Saranno raccontati i drammi di donne che, pur pagando un prezzo altissimo, hanno avuto il coraggio di ribellarsi a comportamenti e consuetudini illiberali che negano il diritto di essere donna, ma prima di tutto persona umana, e soprattutto negano ogni forma di autodeterminazione esistenziale |
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